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Cnr: via libera al Piao, si punta a ridurre il precariato

ROMA, 6 febbraio – Via libera dal Cda del Consiglio nazionale delle ricerche al Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) e all’aggiornamento del Piano di fabbisogno del personale per il triennio 2026–2028. Si definisce così un quadro programmatorio che interviene in maniera significativa sulle politiche di reclutamento, stabilizzazione e valorizzazione del personale dell’ente.
L’aggiornamento del Piano recepisce e dà attuazione alle previsioni in materia di stabilizzazione contenute nelle Leggi di Bilancio 2025 e 2026, configurando un intervento strutturale volto a ridurre in modo concreto il precariato storico del Cnr. In particolare, con riferimento alle procedure di stabilizzazione previste dalla Legge di Bilancio 2026, pur in attesa del decreto di riparto delle risorse da parte del Mur, l’amministrazione ha formalmente assunto l’impegno a garantire le quote di cofinanziamento a carico dell’ente attraverso l’utilizzo delle risorse già programmate nel fabbisogno 2025–2027.
In tale contesto, il Cda ha inoltre dichiarato la volontà di procedere all’adozione di specifici atti dispositivi, nel pieno rispetto delle prerogative di rappresentanza sindacale, finalizzati alla definizione anche di una quota di procedure di stabilizzazione ai sensi dell’articolo 20, comma 2, della Legge Madia, integralmente finanziate nell’ambito della programmazione del fabbisogno 2025-2027. Tale impegno rappresenta “un passaggio rilevante nella costruzione di un percorso di stabilizzazione più ampio e coerente possibile”, commentano dal Cnr.
A valere sulla programmazione del fabbisogno 2026-2028 sono altresì previsti interventi di valorizzazione del personale inquadrato nei livelli IV–VIII, finanziati sia mediante le risorse dedicate di cui all’articolo 1, comma 310, lettera c), della Legge di Bilancio 2022, sia attraverso l’impiego di risorse già disponibili nel bilancio dell’ente. “Tali interventi costituiscono un primo, concreto riconoscimento delle professionalità interne e del contributo essenziale del personale tecnico e amministrativo al funzionamento del Cnr”, evidenziano ancora dall’ente.
Il presidente e il Consiglio di amministrazione hanno poi esplicitamente riconosciuto che il tema della valorizzazione del personale dei livelli I–III resta una questione aperta e strategica, non ulteriormente rinviabile. Pur non essendo tali interventi inclusi nell’aggiornamento del Piano di fabbisogno 2026–2028 quale scelta a tutela di tutte le parti in causa, l’organo di amministrazione del Cnr ha formalmente assunto l’impegno a sostenere iniziative di carattere legislativo finalizzate al reperimento delle risorse necessarie, riconoscendo l’esigenza di fornire risposte strutturali alle aspettative di una parte fondamentale del personale di ricerca e dirigenziale dell’ente.

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